Riconoscimenti Onu 2013 per diritti umani

Hiljmnijeta Apuk

Il 6 dicembre sono stati annunciati i vincitori del riconoscimento conferito dalle Nazioni Unite a chi si è distinto nella difesa dei diritti umani (United Nations Human Rights Prize). Questi i prescelti: Biram Dah Abeid, Hiljmnijeta Apuk, Liisa Kauppinen, Khadija Ryadi, la Corte Suprema messicana e Malala Yousafzai.  

 

Il premio è stato istituito nel 1966, e conferito per la prima volta il 10 dicembre 1968, in occasione del 20esimo anniversario della Dicharazione universale dei diritti umani, proclamato poi "Giornata internazionale dei diritti umani". Le successive premiazioni sono avvenute a intervalli di cinque anni, e tra i vincitori del passato spiccano Amnesty International, Jimmy Carter, Martin Luther King, Nelson Mandela ed Eleanor Roosevelt.  

 

La cerimonia per la consegna del premio si terrà il 10 dicembre prossimo nel quartier generale delle Nazioni Unite, a New York.  

                                 

A seguire una panoramica sui vincitori di quest'anno: 

 

1. Biram Dah Abeid (Mauritania), promotore di una campagna contro la schiavitù. Abeid, figlio di schiavi liberati, ha fondato una ONG nel 2008, l'Iniziativa per la rinascita del Movimento abolizionista. L'organizzazione vuole sensibilizzare l'opinione pubblica e al tempo stesso appoggiare i singoli casi che approdano in tribunale.  

 

2. Hiljmnijeta Apuk (Kosovo), attivista e sostenitrice dei diritti delle persone affette da nanismo. Da 30 anni Apuk si batte per i diritti delle persone disabili, sia a livello nazionale che internazionale. Ha fondato e dirige la ONG Little People of Kosovo, coordina la campagna di sensibilizzazione per trovare lavoro alle persone affette da disabilità. Apuk è anche un'artista, che mira a promuovere l'autentica cultura dei disabili attraverso le proprie opere d'arte, e ha collaborato alla stesura della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.

 

3. Liisa Kauppinen (Presidente emerito della Federazione Mondiale dei Sordi), Finlandia. Dal 1970 la dottoressa Kauppinen è una 'voce' per i diritti umani dei sordi. Nel 2006 ha lavorato per assicurarsi il riferimento ai linguaggi dei segni nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone disabili. Il suo lavoro però non si è concentrato esclusivamente sui diritti delle persone sorde, ma anche su quelli delle donne affette da disabilità e in generale. Nel corso degli anni la sua passione l'ha portata a sviluppare una serie di progetti di cooperazione con le Comunità di sordi in Africa, Asia Centrale, Sud Est Asiatico, America Latina, Balcani e Russia nordoccidentale.

 

 

4. Khadija Ryadi, attivista per i diritti umani dal 1983, quando è entrata a far parte dell'Associazione per i diritti umani del Marocco di cui poi è stata anche Presidente. Sempre stata in primo piano per la lotta contro l'impunità, la piena parità tra uomini e donne, l'autodeterminazione e la libertà di espressione, indipendentemente dall'orientamento sessuale. Coordina una rete di 22 ONG che si battono per i diritti umani in Marocco.  

 

5. La Corte Suprema di Giustiza messicana fornisce protezione legale per i diritti costituzionali dei cittadini e residenti messicani. Tramite le sue sentenze e l'applicazione della costituzione e degli obblighi internazionali, la Corte ha compiuto notevoli progressi nella promozione dei diritti umani. L'organo ha inoltre fissato importanti standard per quanto riguarda i diritti umani in Messico e nella regione latino-americana in generale. 

 

6. Infine, Malala Yousafzai, diventata ormai un simbolo per i diritti delle giovani donne di tutto il mondo. Già nota come attivista per l'istruzione e i diritti delle donne, dopo essere sopravvissuta al tentato assassinio nell'ottobre 2012, Malala ha dimostrato ancora più coraggio e impegno, riprendendosi e continuando a parlare a nome dei diritti delle ragazze e delle donne del globo. 

 

 

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