ONU – è la bicicletta il mezzo più salutare e vantaggioso

Una ricerca delle Nazioni Unite svela che l’utilizzo della “due ruote” porterebbe alla creazione di 76.000 nuovi posti di lavoro e salverebbe la vita ad almeno 10.000 persone. Il caso Copenaghen.

 

 Che fosse più salutare per l’uomo non si avevano dubbi: più moto fisico e meno inquinamento è sotto gli occhi di tutti. Ma che andare in bicicletta portasse anche alla creazione di nuovi posti di lavoro, ben 76.000 è una grossa novità. A dirlo è un rapporto realizzato dall’Unece, la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite, che per la prima volta traduce il modello di “economia verde” non solo in ricadute positive per la salute degli abitanti della Terra ma anche un impatto favorevole in termini di occupazione e profitti economici. Se le grandi città europee, infatti, andassero in bicicletta come a Copenaghen o Amsterdam, il settore delle due ruote, ogni anno, potrebbe creare, come detto, 76.000 nuovi posti di lavoro. Questa nuova mobilità salverebbe la vita almeno a 10.000 persone grazie all’aumento dell’attività fisica e alla diminuzione degli incidenti stradali, del rumore e dello smog.


Lo studio, condotto in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato presentato a Parigi durante una riunione dei ministri dei trasporti, della salute e dell’ambiente. «Questi settori sono strettamente connessi tra loro e renderli sostenibili rappresenta una sfida importante per l’Europa», ha spiegato Eva Molnar, Direttore Divisione Trasporti Unece. «La diminuzione degli impatti del traffico e della congestione si tradurrebbe immediatamente in una migliore qualità della vita per i cittadini».

Ne beneficerebbe inoltre anche l’economia, attraverso la creazione di nuove opportunità di lavoro e l’abbattimento dei costi complessivi derivanti dai danni ambientali e sanitari provocati dal trasporto, che possono pesare fino al 4% del Pil di un Paese.


Quindi perchè non copiare Amsterdam o Copenaghen? In queste città un quarto degli abitanti si sposta in bici, facendo decollare le attività economiche legate al commercio e alla riparazione delle biciclette, così come a tutto l’indotto del settore degli accessori e della moda dei ciclisti urbani.


Nella città danese, per esempio, è stata applicata una strategia di pianificazione stradale denominata PLUSnet, con l’obiettivo, entro il 2025, di portare altri 50.000 cittadini all’utilizzo della bici per gli spostamenti in città. La chiamano “slow mobility”, ovvero l’integrazione tra il “nuovo” e il “vecchio”, con il mantenimento e la manutenzione delle vecchie ciclabili come base per la costruzione di nuove piste ed incroci ciclabili al fine di una mobilità sicura e confortevole per tutti i ciclisti. Questo tipo di strategia ha portato alla città benefici di diversa natura: ambientale, con la riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico (emissioni di CO2 pari a 90,000 tons/anno); sociale, con la diminuzione dei costi sanitari/ciclista pari a 1$/km percorso; economica, perché riducendo i tempi di percorrenza dei lavoratori, aumenta la produttività economica nelle aziende.

 

FONTE: ilcambiamento.it




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