ONU - L'economia “green” funziona

Chi l'ha detto che l'economia green non tira?

 

Gli ambientalisti lo sostengono da anni e ora lo conferma anche la scienza: crescita economica ed emissioni zero sono un obiettivo raggiungibile. È scritto nero su bianco nelle pagine del Deep Decarbonisation Pathways report, uno studio condotto dalle Nazioni Unite sui 15 paesi che, da soli, contribuiscono per il 70 % delle emissioni di CO2. Tra questi Australia, Cina, Stati Uniti e Gran Bretagna.



Economia su, inquinanti giù. La ricerca è stata condotta da una squadra di accademici provenienti da vari paesi e conclude che le nazioni oggetto dello studio possono dare un taglio netto all’emissione di inquinanti, pur riuscendo a triplicare il valore della produzione.

Secondo il rapporto la riduzione dei gas serra non è solo auspicabile, ma strettamente necessaria per evitare la catastrofe climatica il cui limite è stato fissato dalla comunità internazionale a +2°C rispetto alla temperatura media dell’era pre-industriale.



Anche l’Australia, che vanta il poco invidiabile record dell 69% di energia elettrica ottenuta da combustibili fossili, potrebbe diventare un paese a zero emissioni entro il 2050 pur mantenendo una crescita economica del 2,4% all’anno.



I numeri sembrano confermare questa teoria: negli ultimi 20 anni le emissioni dell’Australia sono rimaste sostanzialmente stabili mentre l’economia del paese ha praticamente raddoppiato il suo valore.



Il documento delinea anche le diverse tappe che dovrebbero accompagnare il paese nella transizione verso fonti rinnovabili e verso la sostituzione di petrolio e carbone con energia più pulita. L’impatto di questo cambiamento sarebbe così forte da compensare anche la mancata trasformazione delle attività agricole o industriali che non riuscirebbero comunque a sopravvivere al cambiamento.



Quanto costa il green? “Il declinare di ogni tecnologia apre nuove scenari e nuove opportunità “ spiega a The Guardian Frank Jotzo, climatologo ed economista all’Australian National University. Resta il fatto che un rapido cambiamento del contesto energetico a favore delle rinnovabili ha un impatto economico immediato non trascurabile. Per questo, nel prossimo mese di settembre, le Nazioni Unite presenteranno un nuovo studio nel quale verrà delineato il reale costo monetario di una potenziale trasformazione.


FONTE: Focus.it




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