L'asilo della pace

 Fin dal 1906 l’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Rehov Ayin Het, nel quartiere ebraico di Morasha (Musrara in arabo) a pochi km dalla Siria, è un esempio di come l’unità nella diversità sia possibile. La scuola accoglie  più di 100 piccoli tra i 3 e i 6 anni, in maggioranza musulmani, ma anche ebrei, e cristiani ; “Come un’araba fenice. Qui candelabro, croce e mezzaluna formano insieme un cerchio ecumenico nella libertà e nel rispetto di ciascuno” queste le parole di West Milka Zadravec, chiamata dai bambini suor Milena, responsabile della scuola materna dal 2001.

Nel raccontare la sua missione e le difficoltà nel costruire la pace suor Milena confessa”  “Ero riluttante a venire. È una missione molto diversa da quella dov’ero prima in Libano” confessa. Ma poi ha capito: Ho tra le mani un tesoro più prezioso dell’oro fino: il futuro del destino del popolo intero, le menti da ammirare, sviluppare, fondamenta per la costruzione”.

 Da quando giovane ragazza, insieme alle amiche, si sentiva gridare in faccia dai ragazzi sprezzanti  ”goyim” (non ebree)” , le cose oggi non sono molto diverse, si vivono le stesse storie ; è il caso di altre scuole vicine dove si sentono ancora queste espressioni tra bambini. Ma suor Milena non si arrende e racconta di quando un giorno ha portato i bimbi a vedere “‘la primavera’: gli alberi in fiore per le strade”. Passeggiando  i suoi piccoli musulmani salutavano i passanti in ebraico. “Per i bambini fu come andare all’estero per far vedere che sanno anche la loro lingua”. Inizialmente: “I nostri vicini non rispondevano, ma, fuggivano o giravano la testa in direzione opposta al saluto” ,ma il desiderio di costruire la pace è più forte!: “Ad ogni festa, sia dei cristiani che dei musulmani, ci prepariamo adeguatamente, con canti e libere attività che entrano nel quadro dei festeggiamenti. Siamo tutti parenti, ma tutti differenti” spiega Milka. Anche il calcio è entrato a far parte delle attività e promotore di pace e rispetto: “Educare a gioire della vittoria anche altrui, rallegrarsi e applaudire chi ne sa più di te o è più capace di te, è una conquista”.  L’essenza della missione di questo straordinario asilo la si ritrova nelle parole conclusive di suor Milena: “Finché la vita del bambino sarà al centro del nostro operare, finché il suo sviluppo e non il profitto arricchirà la sua crescita, allora l’aurora è già vicina e la pace rinnoverà la nostra Terra”.




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