B.A.C.A – i motociclisti buoni

Cosa succede quando un motociclista, tutto pelle, acciaio e borchie, è anche uno psicologo specializzato nell’assistenza dei bambini?....probabilmente capita che si unisca il dilettevole all’utile attraverso un’idea davvero grandiosa!

 

Il protagonista di questa storia speciale è il biker psicologo Chief  che si occupa di assistenza assistenza ai bambini dai 3 agli 8 anni; Chief, fiducioso che l’immagine, seppur rude, del motoclista possa in realtà evocare anche sicurezza e forza attraendo in particolar modo i bambini, ha dato vita al gruppo dei B.A.C.A (Bikers Against Child Abuse – in italiano: motociclisti contro l’abuso sui bambini) che oggi vanta  migliaia di membri, sparsi tra Stati Uniti, Australia, Canada e Europa.

 

L’Associazione nasce nel 1995 nello stato dello Utah (USA) con lo scopo di combattere la piaga delle violenze e dei maltrattamenti sui minori, per dar loro sostegno, sicurezza e a non vivere più nella paura.

 

In America B.A.C.A. opera creando un contatto diretto con il bambino e la sua famiglia: le forze dell’ordine avvisano l’associazione sulle situazioni di abuso nei confronti di bambini del territorio di competenza. I Bikers  contattano i giovani e forniscono loro un giubbotto dell’associazione ed i numeri di telefono dei membri più vicini. In caso di bisogno, l’associazione garantisce una presenza fisica di bikers vicino ai luoghi frequentati dal bambino, rende disponibile qualche motociclista per passare tempo con lui, per tranquillizzarlo, ed anche per accompagnarlo a scuola o in tribunale.

 

Sicuramente per un bambino avere un super-amico biker grande e grosso significa sicurezza; ma non solo, sfatando il mito del ghost- rider indemoniato, l’associazione permette ai ragazzi di sentirsi parte di una fomiglia con sani principi, quelli dei veri bikers, ma che dovrebbero essere di tutti: Onore, Rispetto e Lealtà.

 

 

 

 

 

Dal 2010, anche in Italia è sorta la B.A.C.A.  prima in Europa con sedi operative a Cremona, Brescia, Mantova, Piacenza ed Imperia, Modena e altre in via di sviluppo.


In Italia dove, però, le disposizioni legislativesono diverse  e il  minore abusato viene di solito allontanato dal nucleo familiare e messo in strutture protette, i bikers italiani utilizzano strategie diverse da quelle americane. . Tra di loro ci sono anche avvocati e psicologi e tutti i  membri fanno rigidi corsi di formazione. Normalmente la BACA italiana prende contatti con le Questure ed i Servizi Sociali del territorio di appartenenza, proponendosi e rendendosi disponibile a varie forme di collaborazione con gli istituti, le comunità e le case di accoglienza. I motociclisti italiani operano anche tramite conferenze, eventi e raccolte fondi


LEGGILA IN ESPERANTO


FONTE: buone notizie .it




indietro