GUATEMALA - una biologa insegna le tradizioni Maya per produrre cibo, reddito e salvare le foreste

È proprio il caso di dire che si tratta di un vero e proprio ritorno alle proprie radici!!

 

La biologa statunitense Erika Vohman, qualche anno fa, facendo alcune ricerche ha scoperto che i Maya mantenevano nella foresta pluviale grandi estensioni di “Brosimum alicastrum” – un albero che produce i “Maya nuts” (“nocciole o semi dei Maya”)– i cui semi costituivano l’alimento-base della loro dieta, perché ricchissimi di proteine, calcio, fibre, ferro e vitamine E, A, B e C. Inoltre un solo albero è in grado di produrre fino a 400 chili di cibo all’anno e i semi essiccati possono essere conservati fino a 5 anni. La pianta, tra l’altro, riesce anche a sopportare bene i cambiamenti climatici

 

La cosa particolare però è che la foresta pluviale è piena di questi semi, ma nessuno è più in grado di  riconoscerli e quindi non vengono raccolti per utilizzarli; addirittura  gli abitanti locali, hanno da molto tempo distrutto diverse estensioni di questi alberi sacri per i Maya, con lo scopo di recuperare terreno per coltivare cereali e piante non autactone.

 

“Qui le persone vivono in estrema povertà” spiega Erika “a volte non mangiano neppure una volta al giorno eppure sono letteralmente circondati dai Maya Nuts. Ma molti non li mangiano, perché non li conoscono....Per qualche strano motivo, le popolazioni locali hanno smesso di mangiare questo cibo, che è uno degli alimenti più nutrienti che si possa trovare in natura”


Così Erika ha deciso di aiutare le popolazioni indigene a ritornare alle loro radici, tornando regolarmente in Guatemala per insegnare alle comunità a riconoscere, raccogliere e cucinare questi preziosi semi, attraverso il recupero di ricette tradizionali dimenticate come zuppe, insalate, purè di patate e persino biscotti, cioccolato e caffè a base di Maya Nuts.

 

Il recupero di queste conoscenze ha avuto un impatto incredibile sulle comunità locali; non solo per quanto riguarda la denutrizione, ma ha incentivato la coltivazione di queste piante riducendo al contempo la deforestazione; inoltre ha migliorato l’equilibrio sociale rendendo tutti i membri delle comunità attivi, in particolare le donne che “hanno la grande responsabilità di educare e sfamare le generazioni future. Se una donna non è istruita e non ha accesso al mondo del lavoro, questo compito diventa molto difficile. I nostri incontri le aiutano ad acquisire le competenze e le conoscenze necessarie a sfamare le loro famiglie e migliorare le loro condizioni di vita”.


Dal 2001 ad oggi Erika ha organizzato incontri e seminari in tutto il Centro America – Honduras, Messico, Guatemala, Nicaragua e El Salvador – ed ha fondato l’organizzazione non profit “The Maya Nut Insitute

 

LEGGILA IN ESPERANTO

 

FONTE: buone notizie.it




indietro