Cina, la libertà religiosa può aiutare Stato e società

 

 

lo scorso Giugno, sul Quotidiano del popolo, voce ufficiale del Pcc, Zhang Lebin, vice direttore dell'ufficio per gli Affari religiosi, scrisse: “Coltivare le religioni deve diventare un tema di senso comune”, “il diritto a professare la religione deve essere protetto”.          


A Giugno di quest'anno anche il Presidente e segretario generale Xi Jinping aveva sostenuto la necessità di costruire una civiltà "materiale e spirituale". Oggi si vedono i primi effetti di quelle parole. Pare che il governo di Pechino sia intenzionato a essere più tollerante verso le religioni tradizionali, anche perché potrebbero servire a combattere una corruzione spietata in atto da anni .

 Secondo  fonti  della  Reuters,  Il  presidente  Xi  Jinping,  sembra  infatti  voler  chiedere  aiuto  alle  religioni. Secondo il Presidente lo sviluppo materiale troppo frettoloso e senza riferimenti spirituali, ha provocato l’immoralità della società cinese. Lo sfrenato sviluppo economico, il materialismo hanno annullato i criteri morali della società.  Occorre  essere  “più  tolleranti”  verso  le  religioni  tradizionali.  “le  tradizioni  culturali  della  Cina  – Confucianesimo,  Buddismo,  Taoismo    aiuteranno  a  riempire  il  vuoto  che  ha  permesso  alla  corruzione  di emergere”. Questa è la speranza di Xi Jinping ;

 

 

Ma  il  prof.  Liu  Peng,  del  Pushi  Institute  for  Social  Sciences  di  Pechino,  pensa  sia  bene  varare  una  vera  e propria  legge  per  la  libertà  di  tutte  le  religioni,  come per esempio  quella  cristiana  o quella  islamica,  non  solo  di  quelle tradizionali cinesi. Già lo scorso anno spiegava questa necessità  di ridare un ideale ai cinesi attraverso le fedi  religiose  pubblicando  alcuni  articoli  nei  quali  indicava  che  la  soluzione  stava  nel  garantire  la  libertà religiosa. L’idea di Liu Peng è che lo Stato non debba controllare le religioni, ma lasciare che esse penetrino nella società cinese per ridare consistenza, moralità, coesione, ideali dentro e oltre la storia.

Dai tempi di Mao ad oggi le fedi in Cina sono  sempre state regolamentate e manipolate dallo Stato.  Non esiste una legge  chiara  che  le  protegga.  Secondo  l’accademico,  la  differenza  tra  regolamento  e  legge  in  materia  di religione da parte del governo è enorme. Una legge permetterebbe di risolvere i problemi che lo Stato ha con  le  religioni  e  gli  consentirebbe  anche  di  approfittare  dell’influenza  benevola  che  esse  hanno  sulla società.  Ciò porterebbe benefici non solo per quanto riguarda i problemi legati alla  corruzione, ma anche miglioramento sociale, maggior armonia e slancio di ideali. 


Per  ora  si  tratta  solo  di  considerazioni  e  affermazioni.  Non  è  ancora  chiaro  cosa  si  intenda  per  “più tolleranza”  o  cosa  si  verificherà  a  breve,  in  uno  stato  dove  le  religioni  sono  sempre  state  strettamente controllate.

 Ad  ogni  modo, però,  è  da  apprezzare  come  il  Presidente  attribuisca  un  forte  legame,  fra mancanza di fede e disgregazione sociale, fra il vuoto spirituale e la corruzione.

 

Speriamo si tratti di un concreto passo in avanti.




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