Pakistan – cristiani e musulmani uniscono le forze a favore della giustizia

Il fatto è accaduto nei giorni scorsi a Faisalabad, nel Punjab; una signora cristiana  di 50 anni (della quale non diremo il nome per una questione di protezione),  la scorsa settimana si è trasferita in una casa in affitto nella Chamanzar Colony, a Faisalabad. Il giorno successivo, dopo aver pulito l'appartamento ha bruciato in giardino alcuni suppellettili e cose inutili. Due studenti musulmani, nei paraggi, hanno visto che fra le cose in fiamme vi erano alcune pagine scritte in arabo; pensando subito che si trattasse di pagine del Corano hanno denunciato immediatamente il fatto alle autorità. Dopo poco, infatti, hanno bussato alla porta dell’ignara signora, accusandola di aver commesso il reato di blasfemia che, in Pakistan, è punito con il carcere a vita o la pena di morte.

 

Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che in quella regione è già capitato più volte che per questioni legate alla blafemia, si creassero tensioni tra le diverse comunità religiose provocando conflitti pericolosi.

 

L'intervento di un attivista cristiano membro di Human Rights Defender Network  che ha raccolto le prove dell'innocenza della donna ,è stato fondamentale ed in un secondo momento ha  chiesto la collaborazione ad un leader islamico, appartenente al Comitato di pace della città, il quale ha offerto la sua disponibilità per analizzare i fatti e scagionare la famiglia cristiana dalle accuse, dimostrandone l'innocenza davanti all'intera città.

Di fatto ancora una volta, la collaborazione tra leader religiosi, è stata fondamentale per mantenere la pace e gestire le difficili inconprensioni tra le comunità religiose;

 

Tornando al fatto compiuto,  l'esperto islamico, ha spiegato e sostenuto con forza che le pagine bruciate "non sono del Sacro Corano, ma di un libro di scuola in arabo" invitando inoltre i musulmani a "valutare bene i fatti", prima di lanciare pesanti accuse perché finiscono solo per "fomentare odio e divisioni".

 

Iftikhar Ahmed, coordinatore dell'ong South Asia Partnership-Pakistan, ha affermato in una intervista, di apprezzare tutti coloro che "risolvono questioni così delicate usando la saggezza"aggiungendo che i leader religiosi "devono promuovere la pace e l'armonia nei loro discorsi, per dar vita a una società sempre più prospera". Anche l'attivista cristiano Naseem Anthony si è espresso  in merito auspicando riforme costituzionali ed emendamenti alle leggi, per una politica che favorisca la tolleranza verso le altre religioni e fedi. 




indietro