ITALIA – Il piccolo Archimede napoletano.

Figlio di persone semplici che fanno sacrifici per offrirgli gli attrezzi adatti ad esprimere tutto il suo potenziale, Francesco Porreca ha solo quindici anni ed è studente dell’ Istituto Tecnico Industriale ‘Giordani-Striano’ di Napoli. Partendo dall’idea di realizzare un robot dotato di intelligenza artificiale - “Gli impianterò un sistema neurale” spiega - inizia progettando il primo dito meccanico del robot e per realizzarlo ha utilizzato una stampante chiamata ‘RepRap’, congegno sofisticatissimo – e costosissimo – con delle finalità che vanno oltre l’immaginazione.  Lo stesso marchingegno  ‘RepRap’, infatti,  è stato utilizzato per riprodurre fegato e ossa artificiali ed una bambina vive invece grazie ad una trachea stampata con questo sistema.

 

La notizia incredibile  però, è sapere che Francesco è stato in grado di costruire questo strumento, in casa, da solo. Il padre, appassionato di meccanica, gli ha dato una mano nella progettazione. Ma il genio del 15enne è bastato a trasformare una scheda informatica chiamata ‘Arduino’ in un apparecchio capace di produrre oggetti dal nulla in PLA, una sostanza biodegradabile ricavata dal mais. Sono serviti tre mesi di lavoro tutti i pomeriggi dopo la scuola per trasformare il materiale in opera finita. In pratica, un prodotto che in commercio costa svariate migliaia di euro, Francesco l’ha prodotto spendendo circa 300 euro.

 

 La sua attività da inventore inizia ad 11 anni e ha costruito un sistema di luci psichedeliche e una serratura a combinazione. “Nel 2014 mi piacerebbe partecipare al Maker Faire” (una rassegna annuale di geni della robotica, quest’anno svoltasi a Roma). A Napoli Francesco non ha grandi possibilità di esprimere il suo talento, i laboratori dotati degli strumenti adatti sono pochi, mentre le istituzioni lanciano tutti i giorni appelli per scongiurare la fuga dei cervelli dal Paese e dal Mezzogiorno; speriamo non sia il destino di Francesco.

 

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