CHRISTINE DE PIZAN

( Venezia, 1362 – Monastero di Poissy, c. 1431) viene riconosciuta come la prima scrittrice europea e l’antesignana del femminismo.


Vita e opere

 

Nasce in Italia ma dall’età di 4 anni vive in Francia grazie alla professione del padre Tommaso di Benvenuto da Pizzano, medico-astrologo presso la corte francese. Proprio il padre  Tommaso desidera per lei un’educazione al pari degli altri figli maschi, cosa rarissima per una donna dell’alto medioevo, per tanto osteggiata dalla madre più tradizionale. Christine, così,cresce presso la corte di Francia fra i libri, in un ambiente intellettualmente vivace: lo stesso Carlo V aveva fondato la Biblioteca Reale del Louvre senza pari in Europa per la quantità (cosa rara prima dell'invenzione dellastampa) e qualità di preziosi libri con splendide miniature. Christine aveva libero accesso alla biblioteca (che descriverà anni più tardi come la belle assemblée des notables livres - la bella collezione di libri importanti) e fu una incredibile studiosa di filosofia,  letteratura, poesie.

Alla giovane età di quindici anni si sposa con Etienne de Castel, un notaio e segretario della corte di CarloV, un marito che ama moltissimo e dal quale avrà tre figli due dei quali (uno morto in tenera età) che cresce ed educa con grande capacità. A breve però Christine si trova in grande difficoltà: muore Carlo V e ,con il nuovo re Carlo VI, il padre perde il suo lavoro a corte. In seguito 1387 e 1390 muoiono il padre Tommaso e il marito Etienne, quest’ultimo per una epidemia e la perdita le causa un immenso dolore che esprime in molte sue poesie, la cui più famosa è probabilmente Seulete sui – Sono sola.

Alla fine del’300, all’età di 25 anni, Christine si trova così ad essere sola, senza la protezione del marito e nemmeno del re, con la sua famiglia caduta in disgrazia, una madre anziana e tre figli da di cui occuparsi, ma non si perde d’anino. Compie così una simbolica metamorfosi: una vita più autonoma e responsabilizzata, per i tempi prerogativa esclusiva del maschio; mette a frutto la sua erudizione  e si impegna in estenuanti cause legali e in una apprezzata attività di copista e miniaturista (fu la responsabile di uno scriptorium con maestri miniatori specializzato in riproduzioni, non esistendo ancora la stampa). Compie persino ricerche storiche dalle quali scaturirà la sua biografia di Carlo V, al quale era molto affezionata.  Compose in soli due anni Le Livre des cent ballades, che ebbe un grande successo e grazie al quale ottenne la protezione e committenze di illustri personaggi, quali il Duca Filippo di Borgogna eGiovanni, duca di Berry ( fratelli del compianto Carlo V). Queste protezioni le permisero di dedicarsi esclusivamente alla sua attività di poetessa e intellettuale, che ebbe numerosi riconoscimenti e attestazioni di stima, per esempio nei filosofi allora in auge Jean de Gerson e Eustache Deschamps.  Compone anche opere di carattere pedagogico, trattati politici, poesie, ballate, racconti in prosa..

 

 

Christine rifletterà profondamente sulla condizione femminile e questo caratterizzerà tutta la sua vita; Il ruolo della donna come semplice domestica non la soddisfa, sulla base della propria esperienza autentica, lei vede la donna come qualcosa di più, come figura importante per la politica, come la garante dell’armonia e della pace dello stato. Avvertiva come fondamentale il tema dell'educazione femminile. L'impossibilità infatti di imparare, unita all'isolamento tra le mura domestiche, avevano causato la presunta inferiorità femminile e la sua assenza dalla scena culturale. Ma è una inferiorità di tipo culturale e non naturale, come si desume dai vari esempi che porta nei suoi scritti. Si farà promotrice dell’ugualianza tra uomo e donna. Di particolare rilievo è quella che per molti è considerata la prima querelle femminista della storia: una sua critica formale nei confronti dell’opera intitolata Roman de la Rose. Quest’opera, iniziata da Guillaume de Lorris e terminata dal chierico e docente universitario Jean de Meung, dipinge “la donna come debole e misera, perfida e ammaliatrice, cattiva seduttrice che confonde, con la sua grazia, i poveri ometti”. La querelle di Christine scatena un putiferio scandalizzando intellettuali, religiosi e politici  e ottenendo l’appoggio di alcune dame di spicco della corte Francese come la stessa Isabella di Baviera, moglie del re,.

Nel 1404-05  Christine scrive  l’opera che le darà la notorietà: La città delle Dame ( Livres de la Cité des Dames) , nella quale tratterà con autoironia e sarcasmo pungente di argomenti come la misoginia e la condizione femminile.

“Ahimè, mio Dio, perché non mi hai fatto nascere maschio? Tutte le mie capacità sarebbero state al tuo servizio, non mi sbaglierei in nulla e sarei perfetta in tutto, come gli uomini dicono di essere…”.

Durante il resto della sua esistenza continuerà a scrivere opere che saranno spesso criticate. Si ricordano  Le Livre de Corps de Police, in cui invita i principi ad aiutare le vedove, l’autobiografico L’Avision-ChristineL’Epistre au Dieu d’Amours, in cui condanna la diffamazione delle donne, Le Livre de Trois Vertus, ideale continuazione de La Città delle Dame, nel quale incoraggia le donne ad essere forti e a pretendere rispetto. Non bisogna però dimenticare che essa, a differenza di un qualsiasi scrittore uomo del suo tempo, ha dovuto, proprio tramite la scrittura, costruirsi un’identità di donna in un contesto sociale e culturale affatto pronto ad accoglierla. Essa fu la prima ad affermare solennemente l’ingresso nel campo delle lettere, osando ”un nuovo punto di vista dal quale scrivere, quello delle donne”.

 

 

Christine, dopo il suo ultimo lavoro, il primo entusiastico poema sulla sua contemporanea Giovanna D'Arco e l'unico ad essere composto mentre era ancora viva, all'età di 65 anni  si ritira in un convento il Monastero di Poissy. La data precisa della morte è sconosciuta, ma dovrebbe aggirarsi intorno al 1430.

 

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