cervelli diversi: il (falso) mito delle differenze tra i sessi

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Cervelli diversi: il (falso) mito delle differenze tra i sessi


Nel 1992 John Grey pubblicò l’ormai best seller “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, nel quale l’autore descrive come uomini e donne siano profondamente diversi in moltissimi aspetti psicologici. Questo libro ha influenzato, e influenza tuttora, l’opinione pubblica e non solo. Infatti nel 2005 il medico Leornad Sax ha pubblicato il libro “Why Gender Matters” nel quale dichiara che ragazzi e ragazze avrebbero cervelli e capacità sensoriali differenti tra loro. Un esempio per farvi capire il tipo di libro: Sax dichiara, tra le varie differenze di genere, che le ragazze avrebbero una maggior sensibilità uditiva rispetto ai ragazzi, e questo influenzerebbe la loro capacità di apprendere e concentrarsi:  le ragazze si concentrerebbero meno, rispetto ai colleghi dell’altro sesso, in classi rumorose. Quindi l’autore arriva a proporre di realizzare scuole separate per maschie e femmine. Nel 2008 il consulente Micheal Gurian ha pubblicato “Leadership and the Sexes“ nel quale, appoggiandosi dietro presunte scoperte delle moderne neuroscienze, maschi e femmine avrebbero differenti abilità e atteggiamenti come conseguenze di differenze biologiche.

 

Fortunatamente diversi autori hanno evidenziato come le conclusioni di Saxe e Guarin siano non solo inesatte, ma dannose, in quanto creano dei miti che possono alimentare stereotipi pericolosi. E ci sono blog come http://languagelog.ldc.upenn.edu che sottolineano costantemente le inesattezze di libri e articoli sensazionalistici che sventolano differenze di ogni sorta tra uomini e donna. Inoltre libri come “Delusions of Gender” di Cordelia Fine dell’ University College di Londra stanno brillantemente sfatando questi miti. Una frase per farvi capire il tono: non esistenti differenze di genere nella lateralizzazione del linguaggio, mediate da inesistenti differenze di genere nella struttura del corpo calloso, dovrebbero spiegare ampiamente le inesistenti differenze di genere nelle competenze linguistiche. Infine, a chiudere il cerchio, un recente articolo di Lise Eliot, pubblicato su una prestigiosa rivista come Neuron, sembra finalmente smontare ogni mito riguardo queste fantomatiche differenze “biologiche” tra cervello maschile e femminile. O meglio, specifica come:

 

- alcune differenze di tipo strutturale tra uomini e donne esistano (es: gli uomini avrebbero, in media, un un cervello più largo dell’11% rispetto alle donne) allo stesso modo delle differenze di altezza, del sistema cardiovascolare o ormonale;

 

- non esistano evidenze scientifiche di differenze “funzionali” (come le abilità linguistiche) di genere.

 

Quindi asserire che uomini e donne hanno strutture cerebrali e funzionali diverse, non solo è politicamente scorretto ma, soprattutto, scientificamente errato.

 a cura di ANDREA MAGNANI




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